SEZIONE ARI CATANZARO


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15 giugno 2013

Attivazione Castelli

15 giugno 2013 - Attivazione Castello di Sellia (CZ) - Ref. CZ 053.




IQ8CZ/P - Gruppo attivazione


IZ8GBO: Antonio Mancuso;
IK8ARF: Giovanni Fazio;
IK8IOJ: Ernesto Risadelli;
IZ8POX: Roberto Esposito;

IK8RJS: Antonio Salvatore.


Stazione

RIG: YAESU FT757GX e YAESU FT450D
ANT: antenne n.2 canne da pesca, una per i 40 metri e una per i 20 metri. - Alimentazione: generatore 220V esterno Honda + alimentatore switch 25 Ampere
Potenza di uscita: 100w circa

Info generali

N. totale collegamenti effettuati: 130
Tempistica: 160 min circa effettivi
Freq. 40 mt - 20 mt.
Meteo: eccellente giornata di sole: >24°C.




Per controllare se avete contattato IQ8CZ/P durante questa attivazione, e se quindi siete stati inseriti nel log, inserite il vostro call e cliccate "go" o "invio".

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Siamo giunti a Sellia alle ore 08,10 circa. Il tempo ottimo, vento non eccessivo ma temperatura piuttosto calda. Alle ore 08,25 è già quasi tutto pronto. Antonio (ik8rjs) prepara subito un tavolino con annessi sgabelli mentre iz8pox (Roberto) insieme a Iz8gbo (Antonio), montano subito una verticale per i 40 metri. Nello stesso tempo vengono impiantati anche due ombrelloni visto che il sole minaccia seriamente caldo. Alle ore 08,30 la verticale per i 40 metri è già montata e siamo quasi pronti ad iniziare le operazioni. Il gruppo elettrogeno è pronto, l’alimentatore è un Proxel da 50 Ampere e come trasmettitore l’intenzione era quello di utilizzare un vecchio ma sempre efficiente YAESU FT757GX. Successivamente invece abbiamo preferito utilizzare uno YAESU FT450D. Ci eravamo prefissati di iniziare per le ore 09,00 circa ma, avendo tutto pronto, alle ore 08,40 abbiamo iniziato le attività. Dopo qualche prima chiamata alla quale non si otteneva risposta, si è poi scatenato un vero pileup con tantissime stazioni che chiamavano accavallandosi tra loro. Alle ore 10,00, dopo aver effettuato un centinaio di qso in banda 40 metri, abbiamo montato anche una verticale per i 20 metri ed abbiamo effettuato diversi qso anche in quella banda sebbene la propagazione non fosse il massimo. Ci siamo alternati e tutti abbiamo collaborato chi in una cosa e chi in un'altra, mentre per l’inserimento dei dati sul computer, ha provveduto iz8pox. Alle ore 10,30 circa, ik8rjs e ik8arf, si sono allontanati dal gruppo per andare a chiamare i1ulj, originario di Sellia, che vive in provincia di Novara, ma in ferie a Sellia. Salvatore (i1ulj) ha raggiunto il gruppo e siamo rimasti tutti insieme a fare ancora qualche qso fino alle ore 11,00 circa. Dopodiché abbiamo iniziato a smontare il tutto, ultime chiacchiere e commenti (positivi) sull’attivazione e alle ore 11,30 siamo andati via.





INFORMAZIONI E CENNI STORICI.






La costruzione risale al periodo normanno. E' certo, comunque, che anche il castello di Sellia faceva parte del complesso sistema difensivo della Calabria, realizzato in epoca normanna per esigenze difensive e feudali. Costruito sulla sommità del colle sovrastante il paese, a presidio del nucleo abitato, il castello doveva essere simile ad altre costruzioni fortificate dell'epoca: grosse muraglie a carattere difensivo, con torri alte e merlate, atte alla difesa piombata, chiudevano una corte interna. Questa struttura fortificata garantiva la sicurezza e la difesa al palazzo baronale, dove il signore dimorava ed amministrava la giustizia. Una torre quadrata di dimensioni superiori alla media, probabilmente con funzioni di mastio, era posta a protezioni dei punti più vulnerabili ed aveva la duplice funzione di sorvegliare il terreno circostante e di costituire l'ultimo baluardo di difesa contro gli assalitori. Inzialmente era nel mastio che alloggiava il feudatario. Su di esso veniva, di norma,alzato il vessillo del signore del luogo, prova tangibile della potenza feudale. Il castello fu, quindi, residenza ordinaria dei baroni che si succedettero al dominio feudale di Sellia, fino all'epoca dell'invasione francese, quando abolita la proprietà feudale e ristretta la proprietà dei vassalli, le famiglie di coloro che erano gli ultimi feudatari furono costretti a riparare nei paesi vicini. Seriamente danneggiato dal devastante terremoto del 1783, il castello venne completamente distrutto e ridotto a pochi ruderi dalla terribile alluvione del 1943. Dall'antico fortilizio, oggi, rimangono,solo alcune parti delle presenti mura,che dominano,imponenti, l'intera valle, a cui fa da corona la catena montuosa della Sila Piccola.





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